L’arte contadina di Renato Cigliuti

Il Barbaresco Serraboella e l’affinità elettiva

Renato Cigliuti è un contadino vero, di quelli genuini, ha il volto con le rughe disegnate dal sole, le mani solcate dal lavoro, occhi limpidi di chi ha vissuto una vita all’aperto e ha ancora tante cose da insegnare.

Colpisce la sua esemplare mitezza, una virtù etica che lascia essere l’altro quello che è. Renato Cigliuti è difensore instancabile dell’arte contadina: ce l’ha “scritta” nel suo codice genetico e la pratica da sempre con la capacità di esprimere la quotidianità e la cultura del vino. Il legame con la sua terra, inoltre, può considerarsi come una vera e propria  “affinità elettiva”, dove la condivisione, la tradizione e la risonanza interiore col terroir, Serraboella in primis, a Neive, hanno creato un legame forte e maturo. A chi chiede a Renato qual è il segreto della qualità dei suoi vini, lui continua a ripetere che è la terra: “questa benedetta terra con queste vigne in cui sono nato”.

Una persona schiva che non ama apparire: se lo vuoi conoscere devi venirlo a scovare nelle sue vigne, qui, in Serraboella.

Renato Cigliuti è un contadino, vignaiolo alla mano, per coloro che sono alla ricerca di persone e vini che esprimono la personalità e l’identità del territorio.

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